A tavola: ho esagerato ma non me lo ricordo

Secondo una ricerca, cinque minuti dopo aver cenato, il 31% delle persone che ha lasciato il ristorante non ricorda quanto pane abbia consumato e il 12% di coloro che lo sanno, nega di averne fatto incetta.

Strano a dirsi, ma in effetti non smettiamo di mangiare quando il nostro stomaco è pieno. Secondo gli scienziati, sembra che sia una combinazione, tra l’altro, di fattori quali: quanto mastichiamo, quanto gustiamo, quanto pensiamo al cibo, quanto tempo impieghiamo a mangiare.

Ciò significa che più velocemente  divoriamo le pietanze, più ingeriamo alimenti. Meglio masticare a lungo, mangiare lentamente e preferire cibi da mordere, che richiedono più tempo per essere consumati.

 

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Che cosa condiziona gli eccessi? Il cibo è uno dei grandi piaceri della vita, per non rinunciarvi bisogna far sì che l’ambiente circostante agisca a nostro favore. Mangiamo troppo non per fame, ma perché influenzati dagli altri, dalla grandezza delle confezioni e dei piatti. I ricercatori del Food and brand lab alla Cornell university (Usa) hanno dimostrato che prendiamo ogni giorno oltre 200 decisioni in merito al cibo. Spesso non sappiamo cosa c’è nel piatto, ma crediamo che i cibi di marca siano i migliori.

Si ascoltano gli occhi, non lo stomaco

I nostri abiti possono dirci che abiamo mangiato troppo, ma come facciamo  a sapere che stiamo esagerando? Dalla quantità. Però gli studiosi hanno dimostrato che, se una persona pensa di mangiare meno del normale, crederà di avere ancora fame. Se pensa di aver mangiato di più, crederà di essere sazia. Perché ingeriamo la quantità di cibo che desiseriamo, non le calorie che vogliamo. Sapendo che crediamo ai nostri occhi , non allo stomaco, l’industria alimentare spesso aggiunge acqua e aria ai cibi  per farli sembrare “più grandi”.

A tavola: ho esagerato ma non me lo ricordoultima modifica: 2012-12-30T11:15:00+01:00da villeri77
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