La moda gluten-free? Non adatta a tutti

È una tendenza nata da un po’ oltreoceano e seguita da chi, con molta superficialità, si autoprescrive i regimi alimentari.

Il glutine è una proteina di frumento, orzo, segale, farro, kamut (ed anche di cereali meno noti come spelta e tritcale), presente in pane, pasta, pizza, crakers ed altri prodotti  a base di queste materie prime. Chi è celiaco non è in grado di assorbirla, con ripercussioni sull’intestino sulla possibilità di assorbire altri nutrienti e sulla salute in generale. Unica, frustrante soluzione: abolire tutti i prodotti contenenti glutine, anche in minima percentuale. Per ovviare parzialmente alle restrizioni del regime alimentare di chi soffre  di questa malattia, in farmacia, nei supermenrcati e nei negozi specializzati, sono disponibili alimenti sostitutivi, dalla pasta al pane, in formula guten free.

 

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La parola “senza” suscita in molti l’erronea associazione  con “meglio”: come a dire che un prodotto privato di un determinato elemento sia necessariamente più salutare. I prodotti gluten-free sono così percepiti  come più leggeri, “più buoni per la salute” e acquistati , benché più costosi  e spesso meno saporiti, in nome di un falso mito. Non solo: la parola “dieta”, come quella senza glutine, evoca inevitabilmente generalizzazioni  e false speranze in chi crede erroneamente che un regime alimentare gluten-free comporti una perdita di peso. Ma è  spesso vero esattamente il contrario: alcuni cibi gluten-free tendono ad avere più grassi, zuccheri e sale per compensare la carenza di glutine e la scarsa sapidità.

Insomma, non c’è nessuna indicazione che che i prodotti gluten-free faccaoa bene, e di certo sono peggiori  sul fronte del gusto e dal punto di vista organolettico: sono una moda e niente più.

 


La moda gluten-free? Non adatta a tuttiultima modifica: 2012-10-30T10:07:00+01:00da villeri77
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