Dieta: un cibo non vale l’altro

Quando si comincia una dieta bisogna sapere che un cibo non dà lo stesso indice di sazietà di un altro, quindi è molto importante conoscere il grado di senzazione anti-fame che ciò che mangiamo ci procura.

L’indice di sazietà è stato definito per la prima volta nel 1995 dalla ricercatrice Suzanna Holt è il grado di sazietà che dà un alimento, dal suo studio è emerso che i fattori più importanti che lo determinano  sono: le calorie, il volume (acqua e fibre), e i macronutrimenti (grassi, zuccheri e proteine).

 

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Gli alimenti che hanno un indice di sazietà alto  sono poveri di grassi, zuccheri e calorie, ma ricchi di proteine e fibre. Sono tutti anti-fame  e proposti in quasi tutte le diete, che privilegiano pesce, carne, latticini freschi e uova, ma anche verdure, frutta e ortaggi che, aggiungendo volume a ogni menu, riempiono lo stomaco e favoriscono la sensazione di sazietà.

Secondo l’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), per placare il costante languorino sarebbe sufficiente preferire gli alimenti anti-fame, ovvero quelli che, avendo un indice di sazietà alto, sono anche in grado di tenere sotto controllo il desiderio del cibo. Questi alimenti poi, vengono associati ai carboidrati più adatti, in modo da cercare di mantenere stabile la produzione di insulina e zittire anche così la fame.

 


Dieta: un cibo non vale l’altroultima modifica: 2012-09-06T12:19:00+02:00da villeri77
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